Attività di dragaggio ai fini di ripascimento: contributo alla conoscenza degli effetti sul popolamento a Callista chione

Attività di dragaggio ai  fini di ripascimento: contributo alla conoscenza degli effetti sul popolamento a Callista chione

Autori: M. PELLIZZATO, A. VENDRAMINI, J. FAVRETTO, T. GALVAN, R. LAZZARINI, P. PENZO / Anno di pubblicazione: 2006 / Titolo: Attività di dragaggio ai fini di ripascimento al largo del litorale di Caorle (Ve): contributo alla conoscenza degli effetti sul popolamento a Callista chione (Linnaeus, 1758)/ Rivista: Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 57 (2006): 83-94.
L’erosione dei litorali italiani ha generato negli ultimi anni la necessità di trovare sedimenti sabbiosi adatti alle opere di ripascimento lungo le coste dell’Adriatico e del Tirreno e a tal fine sta diventando sempre più diffuso l’impiego di sabbie provenienti da cave sottomarine.
Il presente studio è stato condotto a verifica delle attività di dragaggio di sabbie costiere al largo del litorale veneto (Caorle - Ve) ai fini di ripascimento delle spiagge. Sono state eseguite due campagne di monitoraggio nel sito di cava, con l’obiettivo di valutare lo stato dei banchi naturali del bivalve Callista chione prima e dopo i lavori di estrazione della sabbia. I banchi C. chione rappresentano un’importante risorsa per i pescatori veneti e friulani, consentendo una valida diversificazione della produzione alieutica e contribuendo alla ripartizione della pressione di pesca sulle diverse specie di molluschi presenti in Alto Adriatico.
Nel maggio 2004 l’area di cava è risultata sede di consistenti popolamenti a C. chione, con densità medie stimate in 110 g/mq; in agosto 2004 l’azione di dragaggio, unita all’attività di pesca, ha portato ad una riduzione della risorsa del 57,2% (biomassa media 47 g/mq).
Il prelievo delle sabbie pone alcuni interrogativi sull’effettiva capacità di ripristino dell’area: ulteriori indagini potranno meglio definire l’evoluzione dei popolamenti presenti nella cava sottomarina, verificando sia l’eventuale ripresa delle comunità bentoniche che la ricolonizzazione dei giovanili di C. chione.
Infine dovranno essere considerati attentamente gli aspetti ecologici delle attività di escavo sottomarino sulle biocenosi a sabbie grossolane soggette a correnti di fondo. La tutela di questi biotopi, noti anche come “sabbie ad anfiosso”, costituisce, infatti, una misura indispensabile per la protezione della specie Branchiostoma lanceolatum.


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